(piccole) scaramucce!

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A volte nelle partite nascono dei conflitti tra giocatori, allenatori, arbitri. Non sempre il fair-play trionfa, anzi in più di un’occasione i giocatori mettono in atto piccole furberie, trash talking o azioni di disturbo mirate ad innervosire e deconcentrare gli avversari. Normalmente chi accende la scintilla cerca di confondersi tra compagni e avversari, magari per sfuggire agli strali arbitrali e a qualche provvedimento disciplinare; alcuni giocatori con spirito collaborativo cercano di sedare gli animi, mentre altri più battaglieri si fanno avanti a petto in fuori per attizzare il fuoco e cercare giustizia sommaria. Raramente vediamo i giocatori arrivare alle mani, ma l’atteggiamento di qualcuno meriterebbe pesanti reprimende da parte del proprio team staff e qualche provvedimento disciplinare più pesante di un semplice richiamo.

Come sempre prendiamo spunto da episodi reali per spiegare meglio quali sono i principi che regolano queste situazioni, conoscere per riconoscere piccole e grandi scorrettezze!

Cosa è successo: dopo il canestro di un compagno 22bianco passa la palla all’arbitro posizionato dietro la linea di fondo. Indipendentemente dal fatto che siamo con meno di 02:00 sul cronometro di gara nel 4°periodo e che il tempo si ferma, in queste situazioni, quando la palla fuoriesce dalla retina è a disposizione della squadra che ha subito canestro per la rimessa in gioco: nessun attaccante deve interferire con il pallone, soprattutto se questo è fatto con l’intento di rallentare il gioco e permettere ai propri compagni di pressare la difesa (fate caso al 24bianco che va a disturbare la ricezione del 4rosso). Il primo giocatore di ogni squadra che commette questa infrazione deve essere richiamato dagli arbitri – il richiamo esteso all’allenatore e valido per tutti i componenti della squadra. Dopo il richiamo alla successiva infrazione sarà sanzionato un fallo tecnico a carico del giocatore, così come per ogni ulteriore infrazione a carico della squadra.

Cosa è successo: mentre il 52rosso esegue il primo tiro libero, il 9bianco entra nell’area dei 3” ed allarga le braccia entrando nel campo visivo del tiratore, con il chiaro intento di disturbarlo. Il tiro libero viene realizzato e nessuna sanzione deve essere applicata per la violazione di invasione del 9bianco, ma sarebbe opportuno un richiamo per l’evidente scorrettezza del 9bianco, rimarcata anche dal 43rosso che si è accorto di quanto accadeva. Si può notare un momento di disattenzione da parte dell’arbitro centro che pur impegnato nell’amministrazione dei tiri liberi ha la testa girata da un’altra parte e non vede quanto sta accadendo; la situazione è più difficile da leggere per il guida posizionato correttamente lungo l’area di tiro libero; un aiuto potrebbe arrivare dal coda che si trova dietro 9bianco e 52rosso.

Cosa è successo: Un difensore può marcare da vicino l’avversario e con la mano impedirne la visuale o chiudere le linee di passaggio, ma non non può agitare la mano davanti agli occhi o toccare il viso dell’avversario. 4bianco in palleggio viene affrontato da 1rosso che gli agita ripetutamente la mano all’altezza degli occhi probabilmente toccandolo anche sul viso. Questa azione è sanzionabile con un fallo tecnico (RT 36.3.1) o eventualmente prevenibile con un richiamo. Nel caso di contatto il difensore può essere sanzionato con un fallo antisportivo (RT 37.1.1) – in quanto la sua azione di disturbo è volta esclusivamente ad innervosire l’avversario e non a sottrarre la palla. Stupisce il commento televisivo che asserisce che il contatto non sia falloso e giustifica il non fischio con il momento topico della partita. In effetti l’azione illegale di 1rosso poteva essere sanzionata come fallo tecnico (1TL + possesso Bianco) o come fallo antisportivo (2TL per 4bianco e possesso Bianco) sul punteggio di 81-78 a 00:50 dalla fine della partita a fronte della palla, poi persa dal 4bianco sull’azione di disturbo. Sorge spontanea una domanda: se il fischio poteva decidere la partita per una squadra, il non fischio la può decidere per l’altra?

Cosa è successo: 6rosso penetra e scarica al compagno che realizza da 3p; il 24bianco in mezzo all’area provoca un inutile contatto sul 6rosso; a questo punto 6rosso spintona 24bianco, che cadendo accentua l’effetto della spinta. Il gioco prosegue e dopo il canestro bianco, 4rosso si smarca (trattenendo 24bianco) e ricevuto il pallone subisce fallo dall’8bianco. A quel punto 8bianco e 6rosso si trovano faccia a faccia e volano delle parole. Tempestivo l’intervento dell’arbitro coda che dopo aver seguito l’azione precedente – forse era meglio intervenire subito al primo spintone? – si interpone tra i due giocatori separandoli. Da rimarcare negativamente il comportamento di 9bianco che assolutamente avulso dall’azione si avventa sull’avversario con atteggiamento aggressivo. Seppure poco ortodosso (mai toccare un giocatore!) è molto efficace l’intervento dell’arbitro che prende sottobraccio 6rosso e lo “accompagna” verso il tunnel delgi spogliatoi. Anche se a gara ormai finita e punteggio ampiamente definito, il comportamento del 9bianco andava comunque sanzionato, magari con un fallo tecnico, senza gli eccessi proposti nella telecronaca. Stanti le decisioni prese sul campo, corretta la ripresa del gioco con i 2 tiri liberi per il 4rosso e i due tiri liberi più possesso palla bianca.

E’ plausibile pensare che l’arbitro a volte debba astenersi dall’intervenire per non decidere il risultato? In quale momento della gara un fischio o un non fischio non hanno impatto sul risultato della stessa? Quanto il “buon senso” di un arbitro può essere oggettivo? A nostro avviso sono i giocatori che scelgono movimenti più o meno legali o comportamenti sopra le righe, indipendentemente dal punteggio della gara o dal minuto scandito dal cronometro; le decisioni devono essere il più possibile coerenti con le regole, altrimenti “non decidere” ha lo stesso un effetto decisivo sulla gara! La posta in palio è sempre più alta, nel basket la vittoria è imprescindibile per chiunque, ma correttezza e lealtà sportiva devono essere dei protagonisti in tutti i momenti della partita: se così non è l’arbitro può garantire l’equità competitiva solo intervenendo.

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3 commenti su “(piccole) scaramucce!”

  1. una considerazione su la regola (RT 36.3.1) citata nel caso della mano vicino al viso ( non tocchi il viso ) la quale recita – Innervosire un avversario o ostruirne il campo visivo agitandogli le mani davanti agli occhi. – è a mio avviso un po troppo vaga ed discrezionale: innervosire è un verbo vago in quanto la soglia con cui qualcuno si innervosisce è molto variabile. Inoltre il fatto di – agitare le mani – (ambiguità : nella regola non viene specificato se sia legale o meno agitare una sola mano invece che due ) – davanti agli occhi ostruendo il campo visivo di un attaccante – potrebbe sembrare un fatto abbastanza frequente durante il gioco se per davanti agli occhi intendessimo ad una media distanza e per – ostruire il campo visivo – intendessimo parte del campo visivo. Nel caso del filmato proposto il fatto che non sia arrivato il fischio nemmeno considerato il momento topico della gara in cui chi stava subendo l’illegalità era la squadra sotto di un possesso ed il fatto che molto raramente si vede fischiare questo tipo di illegalità avvalora il fatto che la regola appare agli arbitri effettivamente come discrezionale. Infatti guardando anche in NBA ( ECCO UNO SPUNTO ! non conosco la regola ma sarebbe interessante sapere se è come la nostra ) dove a mio parere molto più spesso i difensori agiscono come nel caso del filmato , mai ho visto fischiare fallo per questo regola ma invece si nota come non appena si verifica la situazione della “manina fastidiosa ” ecco l’esperto attaccante che spicca un improvvisatissimo e rapidissimo tentativo di tiro sbattendo le braccia contro quella “manina fastidiosa” che si trova così vicino al viso dell’attaccante e un pò fuori dal cilindro del difensore ed induce l’arbitro a fischiare giustamente per ben tre tiri dalla lunetta, partita riaperta !

    1. Grazie Fabio per le tue considerazioni. Il regolamento è abbastanza chiaro, è permesso ostruire la visuale con una mano o con le mani senza provocare contatto. Il fatto di agitarne, una o due, è contrario allo spirito del gioco, tanto che anche le interpretazioni FIBA riportano delle specifiche precise. Tutte le situazioni comportamentali sono discrezionali, ma è compito degli arbitri far rispettare le regole e essere consistenti. Se fai caso ai “falli tattici” moltissimi arbitri di qualunque livello e nazionalità hanno l’idiosincrasia” a fischiare fallo antisportivo – l’evidenza è sotto gli occhi di tutti. Se poi vogliamo entrare nella semantica delle parole, sul regolamento FIBA (originale) la parola è Baiting, la cui traduzione è “tormentare” o “perseguitare” mentre sul RT Italiano si è optato per un più elegante (?) “innervosire”. Qualunque parola tu usi il problema tecnico e l’illegalità del difensore permangono! Possiamo discutere come sempre sul danno o vantaggio ed in relazione a ciò l’arbitro ha facoltà di prevenire con un richiamo, ma ti ricordo che non è obbligatorio passare da un richiamo per sanzionare un fallo tecnico. Se l’atto è particolarmente scorretto ed in un momento importante della gara, magari molto vicino alla fine di un periodo o della stessa la sanzione dovrebbe essere immediata, pena l’inefficacia. Ho scorso il regolamento NBA e della cosa non c’è traccia, salvo che coprire gli occhi di un avversario quando lo si marca da dietro è sanzionabile con un fallo tecnico antisportivo, mentre è illegale agitare le mani, nel campo visivo, del tiratore mentre esegue i tiri liberi – se il tiro non è realizzato deve essere ripetuto. Last but not least, se un giocatore è capace di sfruttare un errore (illegalità) dell’avversario per prendere un contatto e guadagnare un fallo, ne ha diritto. Avrai invece sicuramente notato nel video che chi riceve il contatto (infastidito) cerca di levare la mano dell’avversario, finendo poi per perdere il pallone. Ti ricordo comunque che non è nostra intenzione fare “moviola” calcistica sulle situazioni ma solo prendere spunto per spiegare la regola e magari aiutare tutti a conoscere per riconoscere e leggere meglio queste situazioni tecniche.

  2. Mi permetto solo di aggiungere che la componente di discrezionalità (anche, ma non soltanto nelle situazioni disciplinari) coerentemente allo spirito del gioco, viene assegnata dal Regolamento medesimo (art. 47RT) ed è, purtroppo o per fortuna, ciò che distingue gli arbitri-persona dagli arbitri-automi.
    Arbitrare è “bello” proprio perché ogni situazione va valutata e contestualizzata (immaginiamo di usare lo zoom: al massimo dettaglio valutiamo il singolo episodio, man mano che ci allontaniamo valutiamo l’ azione, il periodo, le scelte fatte dal/dai colleghi su situazioni analoghe, la partita, il campionato, etc.).
    É una sfida, un mettersi in gioco ogni volta, su ogni scelta di fischio, di non-fischio, di richiamo, e quant’ altro…nessuno ha detto che sia facile, ma è proprio questo che dà adrenalina…
    Ci fossero solo casi codificati e certi, arbitrare sarebbe molto più semplice, ma darebbe assai meno soddisfazioni (forse gli arbitri sarebbero addirittura inutili).
    Naturalmente, il substrato di ogni decisione è dato da conoscenza del Gioco e delle Regole e consistenza nell’ applicazione.

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