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We are seven!

Ci perdonerete se abbiamo evocato una celebre poesia di William Wordsworth, ma il 7 è un numero magico. Nella cabala ebraica è il numero della conoscenza e della sapienza. Nella smorfia rappresenta il vaso: fragile ma capace di contenere cose preziose. A Roma si rappresenta ricorrente nei colli e nei Re! Chi non ricorda i 7 nani di Walt Disney?  Avete mai assaggiato la torta “Sette veli”? Lo so che abbiamo divagato ma se avete voglia di documentarvi sul 7 scoprirete molte cose curiose. 7 falli tecnici fischiati in una partita probabilmente non sono un record ma nel dipanarsi della gara hanno rappresentato momenti importanti e lasciato il segno. Se avrete la pazienza di seguirci analizzeremo le situazioni, leggeremo l’atteggiamento dei protagonisti, proveremo ad ipotizzare cosa passa per la testa di chi sta gestendo  una situazione inusuale.

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0 bianco penetra. 7 azzurro in posizione legale difensiva al momento del contatto si lascia cadere. L’arbitro guida sanziona un fallo tecnico (1) per “flopping” al 7 azzurro. L’effetto mostrato è sproporzionato rispetto al contatto subito. La squadra azzurra era stata richiamata in precedenza per la stessa ragione.


70azzurro si infila sotto i piedi del 21bianco in atto di tiro, 21bianco rischia l’infortunio mentre 70azzurro si lamenta per un eccessiva accentuazione del contatto. Il diverbio tra i giocatori prosegue fino a che viene spento con due falli tecnici (2 e 3) sanzionati  dall’arbitro centro.


31azzurro tira da tre. Dopo aver rilasciato la palla, allunga la gamba e tocca 13 bianco che esce per difendere. 31azzurro si lascia cadere a terra. L’arbitro coda sanziona un fallo tecnico (4) per “flopping” al 31 azzurro. Scorretto il gesto del 13bianco verso l’avversario a terra, così come l’atteggiamento di alcuni giocatori azzurri dopo il fischio.


0bianco tira  canestro. Un leggero contatto con i difensori gli fa perdere l’equilibrio. Una volta a terra protesta veementemente e l’arbitro centro sulla ripartenza gli sanziona un fallo tecnico (5) per proteste. Nonostante il fallo appena sanzionato 0bianco rischia l’espulsione rincarando la dose sia verbalmente che con un gesto eloquente, pensando di avere assolto il tutto con il provvedimento subito.


Intorno all’arco dei tre punti il 22bianco cerca il contatto di spalla con il bloccante e si lascia cadere. L’arbitro coda segnala la simulazione.



8azzurro in penetrazione va a contatto con 44bianco verticale e realizza. Protesta per un presunto fallo mimando ripetutamente ed eccessivamente un contatto subito alla testa. Il fallo tecnico (6) sanzionato dall’arbitro coda viene comunicato al termine del time out e prima della ripresa del gioco. Apprezzabile il lavoro psicologico dell’aiuto allenatore azzurro per calmare un giocatore importante.


4azzurro porta un blocco fuori dall’arco, pur concedendo spazio e tempo al difensore prima del contatto con 22bianco porta in fuori la spalla cercando l’avversario. 22bianco perde l’equilibrio, ma resta in piedi. L’arbitro coda sanziona un fallo tecnico (7) per “flopping”. L’azione ed il giocatore bianco sono gli stessi del richiamo precedente, ma probabilmente nel contesto generale quest’ultimo provvedimento può apparire fiscale e denso di carica emotiva.

2 falli tecnici sanzionati per proteste, 2 per comportamento  scorretto e 3 per simulazione, distribuiti equamente nell’arco della gara e preceduti dai richiami previsti dal regolamento. Tutto potrebbe far pensare ad una partita particolarmente spigolosa e difficile da gestire, ma il ricorso a tutti questi provvedimenti è stato necessario solo per la reiterazione dei comportamenti da parte dei giocatori. Non è facile sostenere la pressione passiva che può generare l’uso dei provvedimenti disciplinari, così come è difficile mantenere la coerenza nella selezione quando queste, per scelta dei giocatori o concatenazione delle giocate, vanno in una sola direzione. Il rischio è quello di “riequilibrare” la bilancia andando inconsciamente a cercare qualcosa di piccolo e trascurare qualcosa di più grande. E’ importante mantenere l’equilibrio negli interventi – distribuzione delle decisioni – che devono rispondere ad una consistenza di squadra (arbitrale) piuttosto che a una coerenza individuale! L’occhio attento riesce a cogliere il momento, la tempestività, l’assunzione di responsabilità, cosi come il far finta di niente o il cercare di passare inosservati, quando invece sarebbe richiesta maggiore presenza. Questa partita è un piccolo clinic sul fallo tecnico: abbiamo tralasciato per ragioni di spazio almeno un paio di situazioni analoghe non sanzionate, ma sostanzialmente l’incidenza dei provvedimenti e delle sanzioni è stata accettata ed accettabile. Dimostrazione che non è il numero quanto la qualità a fare la differenza. E’ curioso che i 7 falli tecnici siano stati sanzionati a sette giocatori diversi,  per cui non è stata richiesta l’applicazione delle nuove specifiche regolamentari in caso di sanzioni multiple, per falli tecnici e/o antisportivi da parte dello stesso giocatore.

 

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Tutto ok?

La consapevolezza di quanto avviene sul campo ed il controllo di  quanto avviene intorno ad esso sono prerogative del ruolo dell’arbitro. Non ci stancheremo mai di ripetere che ad ogni interruzione/ripresa del gioco gli occhi devono “volare” per un attimo sui cronometri (due) per fotografare il tempo. Queste informazioni devono essere processate e verificate costantemente per ridurre al minimo gli errori, soprattutto quando il gioco è fermo ed è possibile rimediare. La clip è un è un coacervo di situazioni in cui gli automatismi hanno preso il sopravvento sul controllo ed anestetizzato tutti i protagonisti che non si sono accorti di quanto stava accadendo. C come Comunicazione, uno dei fondamentali arbitrali! C come Cambio di controllo, quando l’infrazione alle regole è commessa dalla squadra in controllo di palla la squadra che lo ottiene ha diritto ad un nuovo periodo di 24”: in qualunque zona del campo!

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