Dai tempo al tempo!

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Il basket è un gioco fortemente governato dal tempo; la misurazione precisa di ogni singolo istante è talmente importante che al tavolo sono presenti due operatori: cronometrista e addetto ai 24”. A memoria non riesco a ricordare in quale altro sport esistano cosi tante regole a tempo: 2 semigare, 4 periodi (o quarti), intervalli da  20, 15 o 10, 2 minuti, sospensioni da 1 minuto che durano 50 secondi, 24 secondi, 14 secondi, 8 secondi, 5 secondi (in varie salse), 3 secondi, 3 centesimi di secondo!

Il basket è lo sport dove il tempo si dilata all’infinito ed in una manciata di secondi si riescono a segnare molti punti; oggi vogliamo però parlare di quei frangenti in cui è necessario l’intervento di tutta la squadra arbitrale per rimettere a posto uno o entrambi i cronometri, apportando magari delle correzioni di qualche decimo di secondo.

E’ più facile gestire e risolvere problematiche ricorrenti: se “conosco” velocemente “riconosco” e sono in grado di offrire la soluzione giusta. Se invece la situazione da gestire è poco frequente o inusuale, la difficoltà di lettura ed il rischio di commettere qualche imprecisione aumentano. I due esempi che vi proponiamo sono la lampante dimostrazione di ciò.

In una partita è frequente che il gioco inizi o riprenda partendo da una situazione di cronometro fermo e con la palla in mano all’arbitro (salto a due) o a un giocatore incaricato di fare una rimessa o effettuare i tiri(o) liberi(o). Quando la palla è legalmente battuta o toccata da un giocatore in campo l’arbitro “impegnato” abbassa il braccio e contestualmente gli operatori al tavolo fanno partire il cronometro (e a volte il 24″)nota 1. A volte però accade che il primo tocco della palla sia illegale e che il giocatore commetta contestualmente violazione: in questo caso le regole prevedono che il cronometro non parta (RT 49.2). E’ però evidente che fischio arbitrale e partenza del cronometro, se governati da persone diverse, possano mostrare delle discrasie, anche per i tempi di reazione dei diversi soggetti: in questo caso il regolamento arriva in nostro soccorso, permettendo di effettuare delle correzioni in caso di evidenti errori di cronometraggio (RT 44.2.7)

Ormai tutti sono abituati a vedere il reset del cronometro a 10:00 quando viene commessa una violazione sul salto a due iniziale; meno frequentemente abituati a vedere reset del cronometro a 10:00 quando viene commessa una violazione su una rimessa di possesso alternato ad inizio periodo, molto raramente assistiamo al riposizionamento dei cronometri quando viene commessa una violazione su una normale rimessa perimetrale, specialmente se questa avviene in attacco e negli ultimi secondi di gara!


Cosa è successo: la palla a due viene battuta illegalmente da 12bianco. L’arbitro coda fischia violazione, indicando – non esiste un gesto codificato – che 12bianco ha toccato la palla quando questa era ancora in parabola ascendente. Nel frattempo il cronometro è partito ed indica 9:59. L’arbitro impegnato nella rimessa prende contatto visivo col tavolo e richiede il reset del cronometro – già richiesto verbalmente dal compagno che ha fischiato – e aspetta che tutto sia a posto prima di consegnare la palla al giocatore rosso incaricato della rimessa.


Cosa è successo: mancano 4:12 alla fine del periodo. Rimessa per la squadra verde dalla linea di fondo in attacco. Il giocatore incaricato della rimessa sbaglia il passaggio, indirizzando la palla nella sua metà campo difensiva. Un giocatore verde tocca la palla nella propria metà campo difensiva, commettendo violazione (ritorno della palla nella zona di difesa – RPZD). L’arbitro coda, ancora giustamente con il braccio alto (tempo fermo), fischia violazione segnalando nel modo corretto. La palla viene riconsegnata sulla linea di fondo nel punto in cui è stata fatta la rimessa, ma giustamente la rimessa derivante dal RPZD viene effettuata nel punto più vicino a quello in cui la violazione è stata commessa. La squadra bianca rimette in attacco, con 4:11 sul cronometro e un nuovo periodo di 24″ a disposizione. Il cronometro era da riportare a 4:12

Conclusione: E’ facile ripristinare le condizioni corrette di gioco quando il cronometro va riportato a 10:00; ben più complicato è farlo durante la gara quando il cronometro presenta cifre sempre variabili. E’ fondamentale che chi amministra le rimesse (chi specchia nel triplo) o i tiri liberi, controlli il tempo ed il display dei 24” prima di mettere la palla a disposizione per la ripresa del gioco ed in caso di violazione contestuale ad una inopinata partenza dei cronometri, sia in grado di ripristinare correttamente le condizioni di gara correggendo l’errore (RT 44.2.7). Come sempre il lavoro di squadra è fondamentale: un aiuto deve sempre arrivare dal compagno/i o dal tavolo. A palla morta e cronometro fermo è facile correggere un errore, ma per correggerlo bisogna accorgersene. Quel secondo in più o in meno, alla fine della gara può significare vincere, perdere, retrocedere o essere promossi!

Attenzione, se la palla rimane in controllo della stessa squadra, ad un ripristino del cronometro può corrispondere anche un ripristino del 24”!

1: In serie A il cronometro è gestito dagli arbitri con il Precision Time System e dal tavolo con la Time Machine; è fondamentale che i tre arbitri ed il cronometrista agiscano sul via del cronometro solo quando ne hanno responsabilità come previsto dal protocollo specifico. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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3 commenti su “Dai tempo al tempo!”

  1. Un po’ di autocritica…spesso gli arbitri stessi sono imprecisi nel dare il segnale ufficiale di “VIA al cronometro” (che su rimessa coincide con il VIA dei 24” o di ciò che ne rimane), soprattutto intempestivi (abbassano il braccio in ritardo, oppure si fanno ingannare/sorprendere dal giocatore che si avvicina alla palla e anziché toccarla la lascia rimbalzare fin verso la metà campo appunto per evitare che il cronometro parta…e l’ arbitro ha già abbassato il braccio)… Nel contesto di gare in cui non è implementato l’ PTS, ciò porta a due scenari possibili:
    (i) se al tavolo abbiamo persone competenti, aspettano di vedere il tocco legale e poi partono (ignorando il segnale arbitrale errato), salvo poi che quando l’ arbitro è preciso e il cronometrista non vede il tocco…non parte comunque (o viceversa), e questo non è un bene;
    (ii) se al tavolo abbiamo persone non competenti (non per colpa loro come nei campionati minori), si creano “leggende metropolitane”…ne volete alcune?
    => che il cronometro parte quando l’ arbitro consegna la palla: SBAGLIATO!!!
    => che il cronometro parte quando la palla lascia le mani di chi effettua la rimessa: SBAGLIATO!!!
    => che il cronometro parte quando la palla rimbalza in campo: SBAGLIATO!!!
    => che il cronometro parte quando la palla tocca l’ anello sull’ ultimo tiro libero: SBAGLIATO!!!

    Va altresì notato che sull’ ultimo/unico tiro libero (con rimbalzo), non è previsto un arbitro che abbia il braccio alzato pronto a dare il “VIA al cronometro”, come invece accade sul salto-a-2 e su tutte le rimesse a cronometro fermo…forse in quel frangente, più che essere pronti a convalidare l’ eventuale canestro da 1 punto, sarebbe più utile essere pronti a far partire il cronometro con l’ apposito segnale nell’ istante corretto…ma questa è un’ altra storia.

  2. Ciao a Tutti, ammetto di essere un amante della meccanica del triplo e doppio arbitraggio e quindi la mia domanda è proprio riferita alla meccanica del primo video: a mio parere la meccanica utilizzata dai tre colleghi è errata, poichè il secondo arbitro e il terzo arbitro hanno invertito la posizione post salto a due iniziale….ma!….non essendo arbitro praticante il triplo arbitraggio e di conseguenza non conoscendo alla perfezione tutte le varie casistiche di posizionamento chiedo umilmente un chiarimento della scelta effettuata dalla terna.
    Grazie anticipatamente!
    Tommy

    1. Ciao Tommaso, grazie! Hai ragione e sei stato un attento osservsatore, un errore è stato commesso, anche se ai fini dell’amministrazione della gara è irrilevante poiché si tratta della prima situazione di gioco, e in ogni caso la nuova posizione di chi ha fischiato è ben lontana dalle panchine. Questo può aiutarci a capire quali possano essere le dinamiche che regolano la concentrazione degli arbitri ad inizio gara. Tempestivo l’intervento sulla illegalità commessa dal giocatore bianco, e la conseguente rimessa in attacco rossa. Trattandosi di violazione la meccanica non prevede nessuno “scambio” di posizione tra gli arbitri. Invece la terna si dispone “meccanicamente” con il primo arbitro a centro campo come se fosse una rimessa di inizio periodo, mentre gli altri due si spostano di conseguenza! Invece l’arbitro sul lato tavolo (qui è anche quello che ha fischiato) deve diventare guida sul lato dove sarà effettuata la rimessa (in questo caso per convenzione sul lato opposto al tavolo), l’arbitro che si trova nell’altra metà campo diventerà coda (amministrando la rimessa rossa, in attacco, molto vicino alla linea centrale) l’arbitro che ha alzato la palla deve andare centro sul lato tavolo. Spesso dopo un fischio si verifica un calo dell’attenzione, molte cose “normali” si amministrano in modo meccanico e quando si perde la consapevolezza il “meccanismo” si inceppa e si commettono degli errori. In generale è bene ricordare sempre questa semplice formuletta (da imparare in allenamento) chi sono? – dove sono? – dove devo andare? Te la traduco! Sapere se devo o non devo amministrare la ripresa del gioco! Dove mi trovo al momento del fischio (lato tavolo / lato opposto)! Chi ha fischiato un fallo deve andare (o tornare se c’era prima di segnalare) sempre sul lato opposto al tavolo, se c’è una violazione non si scambia con nessuno, ma in funzione del punto di ripresa del gioco dobbiamo avere sempre coda e guida sul lato palla! A questo punto capire dove andare diventa estremamente semplice. Ti posso garantire che è molto più complicato da scrivere che da fare, se poi lo fai la domenica in partita ed in settimana in allenamento tutto diventa ancora più “consapevolmente” automatico.

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