Leggende metropolitane

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Leggende metropolitane

Non fatevi ingannare dal titolo, ma quello di cui voglio parlare è pane quotidiano su tutti i campi da basket e a tutti i livelli, soprattutto i più bassi quelli dove la conoscenza del gioco e delle regole è magari più approssimativa e superficiale.

In tanti anni di attività, come arbitro ma soprattutto come istruttore, mi hanno rivolto le domande più disparate e sottoposto le situazioni più strane. Ovviamente le più curiose sono così uniche da non poter essere usate per fare esperienza o didattica. Mi piace invece utilizzare questo spazio per sfatare alcuni miti o false credenze, “leggende metropolitane” che nascono da un tramandarsi orale tipo “ho sentito da……! Mi hanno detto che……! Ho visto fischiare da………!”

Magari migliorando la conoscenza di terminologie e regole riusciremo insieme a chiarire concetti che spesso sembrano più ingarbugliati di quanto non lo siano. Anche se l’impatto della decisione spesso ha effetto diverso se il fischio è a favore o contro.

Alcuni argomenti potranno sembrare al lettore così sottili da considerarli assurdi, ma le pieghe del regolamento sono così strette che è necessario fare alcune importante premesse, soprattutto per aiutare i meno esperti.

Analizzeremo alcune situazioni in cui le leggende metropolitane trovano spesso diffusione.

Situazione 01 – Si può toccare la retina!

Giocatore che tocca la retina: é facile vedere, soprattutto durante una azione di rimbalzo, mentre il pallone stesso rimbalza più volte sull’anello, qualche giocatore che nel tentativo di prendere la palla tocchi o faccia muovere la retina. Ricordo che per fischiare una interferenza, il pallone deve avere la seppur minima possibilità di entrare nel canestro. Infatti l’articolo 31 specifica che si tratta di interferenza quando un giocatore:

  • tocca il canestro (anello + retina) o il tabellone mentre la palla è a contatto dell’anello.
  • avversario del tiratore, a giudizio dell’arbitro, strattona il canestro (anello + retina) impedendo al pallone di entrare (canestro valido).
  • compagno del tiratore, a giudizio dell’arbitro, strattona il canestro (anello + retina) aiutando il pallone di entrare (canestro annullato).

Lo spirito della regola intende sanzionare qualunque azione che possa influenzare traiettorie e rimbalzi del pallone. Quindi toccare semplicemente la retina non costituisce di per se una violazione di interferenza. Spesso vediamo invece vibrate proteste quando un giocatore tocca la retina anche senza nessuna influenza sul gioco.

Situazione 02 – Se ci si arresta in area e si passa la palla non si commette per forza una violazione di tre secondi

Tre secondi: sicuramente una delle regole più invocate e probabilmente meno fischiate! Anche se nella pallacanestro moderna i giocatori “grandi” sono decisamente più mobili e reattivi ed il tiro da tre punti li porta lontano dal canestro.

  • giocatore che si arresta in area e passa il pallone fuori: il gesto tecnico di per se non può essere una violazione a meno che il giocatore non si trovi nell’area avversaria, con il pallone o senza, da oltre tre secondi.
  • rimessa perimetrale in attacco : mentre il pallone è a disposizione per una rimessa la squadra che rimette è soggetta alla regola dei 5”. Un eventuale conteggio dei tre secondi deve partire dal momento in cui la palla tocca il primo giocatore in campo (partono anche i cronometri del tempo e dei 24 secondi). Non è possibile avere un fischio di 3 secondi se il pallone non è ancora entrato in campo ed è stato toccato da almeno un giocatore.
  • palla nella metà campo difensiva : se il pallone non si trova in zona d’attacco ed in controllo di un giocatore attaccante in campo non ci può essere violazione di 3 secondi.

Situazione 03 – Si può commettere una violazione di 8 secondi anche con la palla in volo verso la metà campo di attacco

Otto secondi:  una squadra che controlla una palla viva nella sua metà campo difensiva, ha 8 secondi di tempo per portarla nella metà campo d’attacco. Non tutti sanno che per assolvere alla regola la palla deve fisicamente arrivare in attacco, ovvero toccare il terreno di gioco (incluso il tabellone del canestro avversario), un arbitro, un qualunque giocatore che si trovi nella metà campo di attacco. Si può commettere violazione anche su un passaggio effettuato dalla metà campo di difesa verso la metà campo di attacco .

Nei prossimi giorni proporremo altre leggende metropolitane; ascolteremo anche i vostri suggerimenti: scriveteci!

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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3 pensieri su “Leggende metropolitane”

  1. ho visto con attenzione tutte le clip e le varie situazione
    complimenti a chi lo ha realizzato
    saluti franco maddaloni

  2. buongiorno a tutti, quindi se ho ben capito, se ho il possesso di palla ma sono ancora nella mia metà campo (quindi non in attacco), il mio compagno può sostare in area avversaria tutto il tempo che vuole? Massimo 6/7 secondi , poi ovviamente subentrerebbe la regola degli 8 secondi per lasciare la mia metà campo difensiva.
    Per la regola degli 8 secondi invece basta che il pallone tocchi con un rimbalzo la metà campo offensiva per considerare legalmente lasciata la metà campo difensiva?
    Grazie e buon lavoro.
    Massimiliano

    1. Buon giorno Massimiliano, grazie per il commento. Se la palla rimane nella metà campo difensiva un giocatore della squadra in controllo di palla ci può stare approssimativamente 12/13 secondi e forse qualcosa in più non quantificabile – immagina un giocatore che rimette dopo canestro subito su azione (5″) + 8 per portare la palla in attacco + un tempo indeterminato per il primo passaggio dalla rimessa a quando la palla tocca o è toccata dal primo giocatore in campo. La cosa è comunque irrilevante ai fini della regola stessa. Per quanto riguarda la regola degli 8″ la cosà è un po’ più complessa se un giocatore proveniente dalla metà campo di difesa palleggia per portare la palla di la deve andare con entrambi i piedi e palleggiare in attacco. Poi c’è una casistica lunghissima per altre situazioni. Per rispondere alla tua domanda in generale NO!

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