1,2,3 … Secondi!

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  1. Post play! Quando l’attaccante prende posizione in area e non esce più!

Scorrendo le cilp potremmo chiudere l’articolo in poche righe: ma in effetti, non arbitrando le clip e non facendo moviola, gli spunti che il video propone sono estremamente interessanti. Come sempre vogliamo  aiutare i nostri lettori a conoscere meglio il regolamento, non entrando nel merito delle scelte operate dagli arbitri. Le clip propste su Facebook hanno generato una discussione
che ha interessato allenatori, addetti ai lavori e semplici tifosi: questo ci fornisce un ulteriore “assist” per focalizzare alcuni punti fondamentali dove probabilmente c’è un po’ di confusione.

  1. la regola dei 3 secondi esiste e non è stata cancellata dal regolamento, nonostante spesso si senta dire il contrario. Inoltre non esistono direttive FIBA che suggeriscono agli arbitri di trascurare o ignorare questa violazione.
  2. nel valutare una infrazione (violazione o fallo) gli arbitri devono sempre tenere conto del vantaggio/svantaggio causato dalla ipotetica violazione o fallo in funzione del danno fisico/tecnico creato (RT 47.3)
  3. nello specifico della violazione dei tre secondi: gli arbitri non devono fischiare mentre un giocatore tenta di uscire dall’area dei tre secondi o un suo compagno sta per effettuare un tiro (RT 26.1.2). Comunque un giocatore esce dall’area solo se appoggia tutti e due i piedi fuori dal “pitturato” (RT 26.1.3)
  4. Una squadra può commettere violazione di 3″ solo se è in controllo di palla nella propria metà campo di attacco con il cronometro in movimento (RT 26.1.1).

È evidente che un pivot giallo (a volte anche 2) staziona in area per un tempo notevole commettendo una chiara violazione di 3″. Correttamente molti degli allenatori intervenuti nella discussione sono concordi nell’affermare che il pivot ottenga un enorme vantaggio dal suo stazionare in area, sia in funzione dello spazio occupato, che in funzione del dispendio difensivo (non solo del marcatore diretto, ma anche di eventuali aiuti/rotazioni “forzate”), che di un probabile vantaggio sull’eventuale azione di rimbalzo. Il tempo trascorso dal pivot nel “pitturato” è comunque troppo lungo per essere  ignorato.

Rivolgendoci soprattutto a chi non è arbitro e di conseguenza non può avere un’idea precisa di quello che un arbitro vede/guarda in ogni momento, vorremmo evidenziare una difficoltà oggettiva nella valutazione della violazione in queste tre azioni: la palla viene sempre passata in angolo, una o più volte, e questo fa sì che l’arbitro sotto canestro, competente della valutazione sui tre secondi, debba staccare per una frazione di secondo lo sguardo dall’area, complicando non di poco la percezione del tempo e la certezza che il giocatore non sia mai uscito dall’area (certezza che nella seconda clip non abbiamo neppure in video). Altra complicazione arriva dal “penetra e scarica” dove l’aspettare un tiro può “cancellare” la percezione della permanenza di un pivot nell’area.  Soprattutto nel doppio arbitraggio, l’arbitro é chiamato a valutare simultaneamente più situazioni di quelle che l’occhio umano può seguire: di conseguenza deve leggere il gioco e concentrare la sua attenzione sugli aspetti che possono essere più problematici da lì a pochi attimi dopo: questo tipo di scelta, a volte forzata, fa sì che possano sfuggire situazioni che poi si rivelano meno marginali del previsto. Comunque quando una situazione si ripete più volte in un vada, una lampadina negli arbitri si deve accendere assolutamente, per poi essere pronti ad uno o più fischi, per garantire l’equilibrio tecnico in campo.

Non crediamo esistano differenze di letture tecniche tra arbitri ed allenatori; è chiaro che ci possa essere diversità di vedute negli episodi specifici, un po’ per competenza e capacità un po’ perchè chi arbitra non ha sempre una visione globale dell’azione.  Ben venga un confronto più frequente tra le parti: conoscere la tecnica di gioco e soprattutto avere la capacità di leggere il momento tecnico al di là della singola giocata aiuterebbe a limitare gli errori. Al fine di stemperare la tensione, in alcuni momenti della gara, diventa importante anche la proposizione delle lamentele, dove ad una certa intensità potrebbe corrispondere una risposta non propriamente coerente.

Le  regole devono essere applicate, ma sempre dopo avere interpretato la giocata!

PS: la discussione su facebook è disponibile all’indirizzo https://www.facebook.com/100009202544285/videos/vb.100009202544285/1681798168803585/?type=2&theater

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